Non mi ricordo più niente


Non mi ricordo più niente

di Arthur Miller

“Ma il problema non è di rendere complesso ciò che è essenzialmente spiegabile, ma di rendere comprensibile ciò che è complesso senza distorcere o semplificare all’eccesso ciò che non può essere spiegato.” (Arthur Miller)

Dopo alcune esperienze narrative, Arthur Miller ebbe fama mondiale con una serie di opere teatrali che gli valsero un’inchiesta da parte della Commissione per le Attività Antiamericane, ma che denunciavano con estrema efficacia le contraddizioni della società americana uscita dalla guerra. Per tutte valgono opere come: “Erano tutti miei figli” (1947) “Morte di un commesso viaggiatore” (1949) “Il crogiolo” (1953) “Dopo la caduta” (1964); quest’ultima dedicata al suo matrimonio con Marilyn Monroe. “Non mi ricordo più niente” è un atto unico che ci mostra l’aspetto forse più dimesso, ma probabilmente più autentico di Miller, quello che molti critici hanno voluto definire ibseniano. Il suo contenuto, semplice e complesso allo stesso tempo, rivela ancora una volta il prevalente interesse di Miller, al di là dei più complessi rapporti sociali, per l’uomo. La percezione dolorosa della vecchiaia e della crisi del valore umano è il segreto, diffuso lievito del dramma.

Regia: Patrizia Falcone