De Planctu Dominae

di Jacopone da Todi
Il “De Planctu Dominae” è una sacra rappresentazione di teatro, canto, e danza, basata sulla nota laude di Iacopone da Todi, conosciuta anche come “Donna de Paradiso”. Il punto di vista di tutta l’azione è quello di Maria ai piedi della Croce e per enfatizzarne il dramma si alternano nel ruolo della Madonna un’attrice, una cantante e una danzatrice. Tutti i personaggi sono ridotti all’essenziale: il Nunzio, il Popolo, il Cristo stesso. Il Nunzio con la sua testimonianza del supplizio di Cristo, sempre più patetica ed atroce, suscita sentimenti di dolore e amore nel cuore di Maria. Il Popolo, delineato dalle sue battute di cupa, incalzante ferocia, che col Nunzio, fa procedere l’azione fino al culmine dello strazio umano di Cristo. Ma su tutti domina la voce di Maria, la madre che assiste col cuore lacerato al supplizio, lo soffre anch’ella nella sua anima e nella sua carne. Il suo lamento si modula in un crescendo: la sorpresa iniziale per l’arresto del figlio, il tentativo di strapparlo alla folla imbestialita, quel patetico desiderio di vederne le membra straziate, e, infine, il sublime compianto funebre, ove le grida di passione disperata e l’invocazione alla morte si alternano col ricordo dolcissimo del piccolo che un tempo Ella nutriva ed accarezzava: quasi un desiderio di accoglierlo ancora al proprio seno e proteggerlo. Alla fine le parole di Cristo cadono su quel dramma umano da una sfera sovrumana e remota. E stretti intorno alla Croce ed a Maria, giunge una varia umanità dei nostri giorni che placa il proprio aggrovigliato nodo di passioni e d’angosce con una sublime speranza legata all’alto destino di Redenzione che la Croce rappresenta. La rappresentazione si chiude con un quadro fisso finale su cui aleggiano le note dello Stabat Mater di Giambattista Pergolesi, preghiera volta a condividere il dolore di Maria ai piedi della croce.
Compagnia Teatrale LABNUES
Adattamento drammaturgico e Regia: Patrizia Falcone
Quadro: “Crocifissione” di Giulia Gerace