Lianora: Giudichessa di Arbarèe

Eleonora d’Arborea, il suo mito, la sua leggenda si sono formati quasi subito dopo la sua scomparsa; i posteri hanno visto in lei il sorgere della coscienza nazionale sarda. Dessi’ stesso ebbe ad affermare che i due più’ grandi uomini che la Sardegna ha avuto erano in realta’ due donne: Eleonora d’Arborea e Grazia Deledda, del resto la donna ha svolto sempre un ruolo fondamentale nella societa’ sarda. Questo spettacolo, in forma di concerto letterario, cosi’ come il dramma di Dessi’, non è la ricostruzione di un personaggio storico ma è, invece, liberamente ispirato a quello. Eleonora è la terra, Eleonora è la Sardegna. Il tributo a questa speciale figlia non è una ricostruzione storica precisa degli eventi che la videro protagonista, ma piuttosto vuole essere una suggestione su di essi. Il cantato femminile rappresenta l’anima più’ fragile di lei, contrapposta ad un’anima“guerriera” che emerge dal testo di Dessì. Sulla scena aleggia il suo spirito rappresentato da una danzatrice. Eleonora è un personaggio offeso ma non umiliato dalla sorte; lotta per diventare sovrana ma per una sorta di legittimazione popolare, sovrana, quindi, di cittadini responsabili non di sudditi. L’altra componente del personaggio di Eleonora è la solitudine del suo dolore. Nonostante la perdita dei figli, Eleonora non arriva mai alla disperazione, nel fondo della sua anima trova una risposta da matriarca. A questo dolore reagisce con: il suo amore per l’isola che lei, di origine catalana, considera sempre più’ la sua terra, con la saggezza femminile del riportare l’ordine e la legge, con il suo senso religioso della vita e del mistero. L’ossessione del futuro, in cui si compendia il personaggio di Eleonora, la porta ad annullare ogni egoismo personale di donna e di sovrana lasciando ai posteri il messaggio con cui si chiude il dramma, la Carta de Logu: “tra mille anni…tra mille anni, forse..Lianora -diranno- quella delle leggi!”. Eleonora viene consegnata, cosi’, alla storia come una figura senza tempo, in tutta la sua modernita’.

Laboratorio Teatrale NUES