L'Improvviso dell'Alma ovvero Il Camaleonte del Pastore
di Eugène Ionesco

“Non è una determinata società che mi sembra ridicola, è l’uomo stesso.”
"Vivere è anormale."
Queste due massime di Ionesco ben rappresentano il suo angolo visuale verso il mondo. Il suo “teatro dell’assurdo”, pur essendo volto a mettere in luce l’incomunicabilità di fondo tra gli uomini, fa leva sull’ironia delle situazioni, che talvolta sfociano in veri e propri effetti comici dei quali lo spettatore può risultare parte integrante. In questo senso “ L’improvviso dell’alma ovvero il camaleonte del pastore” è estremamente rappresentativo. Si tratta di un gioco del teatro sul teatro, che fedele all’idea dell’autore, mette alla berlina coloro che si sentono depositari e sacerdoti della cultura: i critici.
La pièce fu rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1956. Quest’opera, che per quegli anni risultò di vera rottura e avanguardia, ha conservato intatto il gioco e la complessità della sua struttura così da essere momento di riflessione e divertimento.